Grazie a tutti i firmatari abbiamo vinto la nostra battaglia, ricordate la protesta fatta con la raccolta firme contro la Mondadori?
seguite il link
Aspetteremo,come dice il direttore, la revisione del libro.
Grazie a tutti ancora:
Grazie a tutti i firmatari abbiamo vinto la nostra battaglia, ricordate la protesta fatta con la raccolta firme contro la Mondadori?
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Aspetteremo,come dice il direttore, la revisione del libro.
Grazie a tutti ancora:
Quando giungono voci dalla zona occupata della Palestina su un paese che potrebbe normalizzare con Israele, prima o poi questo accade, come avrete potuto leggere sul DailyMuslim(miei articoli) per alcuni stati arabi, come il Marocco, nonostante le altisonanti smentite dei suoi politici più rappresentativi.
Smentite che poi si sono trasformate prima in condizioni poste dai paesi arabi e alla fine in accettazione della normalizzazione secondo il volere di chi cerca di imporre quest'atto.
Paesi arabi che pensano di poter mettere condizioni a quell'entità che oggi si fa chiamare nazione, che occupa l'intera Palestina da più di 70 anni, che non si è mai preso la responsabilità delle sanzioni poste dalle Nazioni Unite e figuriamoci se possa tener conto delle condizioni che questi Paesi vorrebbero metterle.
Cosi accadrà per il Pakistan, nonostante il primo ministro Khan abbia fortemente negato e continua a proclamare vicinanza ai palestinesi, che sono, purtroppo, gli unici a uscirne malconci da tutto questo cambiamento voluto da chi certo non ha cuore la pace e i diritti nel mondo di tutti i popoli ma solo l'interesse personale.
Non dimentichiamo che Israele è sostenuta dalla ormai decadente democrazia d'oltre oceano, forse non per molto, e questo le ha permesso di fare il bello e il cattivo tempo, fregandosene delle direttive delle Nazioni Unite.
E il colosso decadente e corrotto stelle e strisce sta battendo gli ultimi colpi prima de capitolare e cerca di sistemare in maniera definitiva i suoi "figli" che potranno un domani, accogliere quelle lobby che hanno permesso tutto questo. E assolutamente serve che tutti quei Paesi, che possano avere un peso nel panorama mondiale, vuoi per questioni economiche, vuoi per questioni religiose, vuoi per questioni strategiche e vuoi per questioni di mano d'opera, debbano essere favorevoli e amici a questo nuovo sistema mondiale politico che si vuol far nascere.
E il Pakistan, come l'India che hanno un immensa mano d'opera, possono mancare da tutto questo? L'India si è allineata da anni oramai e manca il Pakistan, anche se all'interno vi sono nette forze contrarie. E il primo ministro per evitare l'insurrezione è costretto a negare, ma se poi si scende in profondità, si nota le voci che provengono dai media israeliani, Israel Hayom, sussurrano che un paese musulmano tra i più popolosi al mondo sta per avvicinarsi alla normalizzazione.
Si potrebbe pensare all'Indonesia? Non ci sarebbero vantaggi per ciò detto in precedenza, e poi l'Indonesia non è stata messa alle strette da Emirati e Saudia che hanno non convalidato i permessi ai lavoratori pakistani e vogliono indietro i prestiti versati al gigantesco Paese asiatico.
E tra l'altro l'Indonesia non ha un certo Noor Dahri, inventore di un famoso think thank "ICTC" e autoproclamato "sionista musulmano" (e bene si esistono, purtroppo anche questi), twitta una serie di post che affermano troppo puntualmente una serie di notizie: "Stretto collaboratore di Imran Khan ha viaggiato da Islamabad a Tel Aviv passando per Londra", e poi: "E' stato accolto calorosamente dai funzionari israeliani, ed espresso il desiderio del Pakistan di legami più stretti con Israele".
Dahri continua: "Tuttavia, la costruzione delle relazioni dovrebbe essere morbida e lenta, a causa dell'opposizione della popolazione pakistana". Direi che ho il sionista musulmano ha inventato tutto, oppure un fondo di verità essite, ponendo le due prove in fila il giornale israeliano e i twitt di Dahri.
Ma la terza fa riflettere: Shama Junejo, una scienziata politica dell'Università di Leicester nel Regno Unito, che scrive per il quotidiano pakistano Daily Khabrain dice tramite Twitter che mentre fonti militari pakistane negavano le parole di Dahri, lei ha controllato altre fonti che confermano che un alto consigliere del governo pakistano si era recato in Israele il 20 novembre del 2020.
Ora le prove sono tre, e nei confronti degli atri Paesi, non vi è stato un cosi nega e afferma, dire e non dire su quello che potrebbe accadere da qui a qualche mese.
Di certo ci sono le dichiarazioni di Khan: "Perché qualcuno dovrebbe andare dal Pakistan in Israele, quando la nostra politica non lo riconosce come stato?" Continua: "Che cosa farebbe lì un nostro ministro? Il Pakistan è una società democratica e tutta la nostra nazione è con i palestinesi".
D'altro canto il Pakistan potrebbe appoggiarsi alla Cina per non essere escluso dallo scacchiere mondiale, come stanno facendo altri Paesi, vedi la Turchia. Ma la Cina è già entrata in Pakistan e si sta diffondendo a macchia d'olio sfruttando tutto quello che può fargli utile. E come sappiamo, quando il dragone si insinua, non lascia molto spazio di scelta e autonomia al mal capitato.
Non resta che attendere gli eventi e vedremo come agirà il Pakistan, come è successo ad altri, da un minino di dieci giorni allo scoperta delle trattative, per il Bahrein, ad un massimo di tre mesi, per il Marocco.
Accettiamo scommesse, anche se i musulmani non devono assolutamente farlo?
Ho scritto una lettera di protesta alla Mondadori per il libro scritto da Vittoria Calvani: "Incontro con la storia 1".
Ecco la pagina in questione e di seguito la lettera scritta:
la lettera:
Esimio direttore
chi le scrive è il presidente di ANMI, Associazione Nazionale Musulmani Italiani, Raffaello Villani.
Associazione, la nostra, formata da italiani e vuole promuovere i principi della pace, dell’armonia della fratellanza, tramite il dialogo interreligioso e attività sociali di volontariato.
ANMI si predispone a dare voce a una realtà spesso trascurata, gli italiani musulmani, che giornalmente devono affrontare problematiche dovute a incomprensioni spesso dovute a non conoscenza dell'argomento o a falsa propaganda.
Per questo dopo la segnalazione di molti genitori di alunni musulmani della scuola media inferiore, le scrivo per segnalare un errore su un vostro libro di testo che denigra e colpevolizza la nostra fede associando tutti i musulmani a persone poco corrette e inclini alla violenza.
Scrivo del libro "Incontro con la storia 1" di Vittoria Calvani, la quale ha interpretato dei concetti dell'Islam in maniera errata facendo passare come i musulmani come delinquenti.
Le allego la pagina in questione (allegato A) e descrivendole gli errori commessi, spero e credo, in maniera non consapevole, perché non posso credere che sia l'autrice e sia la casa editrice possano aver compiuto tale dimenticanze con volontà e cognizione di causa. Si cadrebbe nel reato di "Islamofobia".
Innanzi tutto, la inviterei a chiamare Muhammad con il suo vero nome e non con la storpiatura creata nel medio evo al tempo delle crociate che voleva oltraggiare e offendere chi seguiva il profeta Muhammad. Sarebbe come si definisse come qualcuno con un nomignolo offensivo. Di conseguenza l'Islam non predica la "guerra santa" che è un concetto inventato, come lei persona di cultura conosce, dai papi che volevano riconquistare Gerusalemme. "Jihad" in arabo significa sforzo e non guerra santa, ed indica lo sforzo che ogni uomo deve compiere nel migliorare se stesso in primis e dopo di migliorarsi in "battaglia". Concetto errato che un testo di scuola dovrebbe non divulgare.
Il termine "sottomissione" significa una naturale sottomissione al creatore, non come l'autrice intende "schiavismo", e continuo a dire che prima di tradurre i termini arabi, bisognerebbe quanto meno conoscerne il reale significato nella lingua originaria e non quello travisato.
A Madinah, ed è provato storicamente, vi erano ben tre tribù arabe, e se vuole le enuncio: Banu Qaynuqa, Banu Nadir e i Banu Qurayza e mai l'Islam ha dichiarato guerra agli Ebrei come ai Cristiani, anzi, sia gli uni e sia gli altri a Madinah godevano di uno status particolare che li proteggeva dai loro nemici e da chiunque volesse fargli del male.
L'autrice dovrebbe informarsi sulla realtà dei fatti, prima di scrivere falsità e menzogne che ci descrive come violenti. Tengo a precisare che l'Islam è basato sul principio della fratellanza e il rispetto del prossimo.
Un'altra cosa fondamentale che l'autrice forse non conosce, è che con il termine "Allah" indica "Dio", il Dio dell'intera umanità, anche quello della vostra fede e non uno diverso. Far passare i musulmani come "fedeli di Allah", inteso come un dio settario è erroneo e offensivo che rasenta la blasfemia verso un'altra fede.
La città di Makkah non è stata conquistata con le armi, assolutamente. Ci sono state due battaglie in precedenza e fatte nel deserto, e sempre battaglie fatte per difendersi, in quanto sono stati i governanti di Makkah ad attaccare Madinah per due volte. Sarebbe opportuno che l'autrice s'informasse correttamente dei fatti storici per evitare di commettere errori grossolani su argomenti che non ha competenza.
Anche nella conclusione del testo vi è un messaggio non certo veritiero, e sappiamo benissimo, che di tutto il testo ciò che rimane ben fermo al lettore distratto è sempre la prima parte e la parte conclusiva: e questa paginetta descrive il musulmano come una persona violenta e guerrafondaia, cosa non veritiera, poiché nessun messaggio del profeta Muhammad è per la guerra.
Tra l'altro, anche il racconto della "pietra nera" è completamente errato in ogni sua parola, come l'ultimo rigo, io e tutti i musulmani che mi hanno interpellato, lo consideriamo veramente offensivo e irritante, per un'intera religione che conta più di due miliardi e mezzo di persone nel mondo.
Per questi motivi, io le invio questa lettera per fare in modo che questa pagina possa essere modificata nella versione digitale e si possa spedire ad ogni singolo libro che circola in Italia un "Errata Corrige" con le informazioni esatte che può tranquillamente prendere dai testi di storia arabi o farsi istruire da persone che conoscono la realtà dei fatti e non per sentito dire.
L'Associazione sta raccogliendo con una campagna in tutta Italia e all'estero le firme per procedere alle richieste effettuate e se ciò non avvenisse, andremo avanti per salvaguardare in modo civile la nostra fede e i nostri ragazzi nelle scuole, che con questi testi verrebbero emarginati e considerati delle persone violente con rilevanti ripercussioni.
Grado per l'attenzione prestata rimango in attesa di un suo cortese cenno di riscontro, mi è gradita l'occasione per inviare distinti saluti.
Firmate: link della Petizione
ringrazio gli amici Marco, Muhammad e David
16/12/2020 - Aggiornamenti: abbiamo ricevuto questa risposta da parte della Mondadori:
Dopo le vessazioni ricevute alle mie spalle da parte di questo soggetto a mio dire poco raccomandabile, inizio a dimostrare con i fatti che le sue sono solo illazioni gratuite per coprire le sue menzogne, dimostrando scarsa affidabilità nei confronti dello scrivente e del prossimo.
Coloro che indebitamente hanno dato ragione a questo "signore", discriminando la mia persona, hanno eluso ogni verità.
La verità è che queste carte sono un dato di fatto e che il soggetto in questione cerca sempre di occultare la verità denigrando le persone oneste.
In verità i documenti in mio possesso(guardare la foto), dimostrano la meschinità e la poca trasparenza nel modus operandi del soggetto in questione.
Per quanto sopra narrato ritengo che soltanto le persone intelligenti si possano ravvedere negli errori di valutazione, lascio a voi ogni commento sul comportamento della persona che vive solo ed esclusivamente di espedienti.
Tanto vi dovevo ben distintamente vi saluto.
Aver letto quello che scriverò dopo mi ha fatto ancora di più riflettere dell'inadeguatezza che esiste tra i leader politici musulmani(arabi) e ancor di più tra quelli che dovrebbero rappresentare e guidare i musulmani nel mondo. Usare la religione in modo subdolo per scopi politici è la cosa più atroce e disgustosa che un religioso può fare in tutta la sua esistenza. Andiamo con ordine.
Da Riyadh riparte la battaglia contro una parte del mondo arabo e musulmano. I sauditi vogliono trasformare la guerra che stanno combattendo da qualche anno contro un paese del Golfo, in una guerra ideologica religiosa, perché sino ad ora, essa si è combattuta a suon di accordi politici ed embarghi economici e non ha portato ai risultati sperati. Infatti, il regno saudita ora, vista l'assoluta inadeguatezza a vincere una lotta sul campo politico ed economico, ha ben pensato di usare la religione per arrivare dove altre strade non hanno portato a nulla.
I fatti: il Consiglio degli Studiosi Musulmani dell'Arabia Saudita, ha dichiarato che i Fratelli Musulmani sono un gruppo terroristico e che non rappresenta l'Islam.
Secondo il mio modesto parere, questo consiglio che ha affermato questo e ha detto tutto ciò che riporterò in successione, non ha nulla da meno dei gruppi terroristici che usano il nome di Dio per i loro scopi violenti, e sono allo stesso livello del partito che vogliono e stanno cercando di affossare, sperando di colpire alcune nazioni, nemiche.
Questo gruppo o partito è già considerato fuori legge e bandito da Egitto, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita(i quattro paesi che hanno tentato inutilmente di distruggere il Qatar in maniera economica-politica), cercano ora di convincere tutti i musulmani nel mondo ad abbandonare questa fazione politico religiosa, in nome della fede, almeno all'apparenza.
Infatti, non si sa se per caso o per verità, ora gli attentati che sono accaduti iniziano a essere accostati non più a deash, ma sempre più insistentemente si fa riferimento al pensiero politico religioso che fa capo a al-Qaradawi, guarda caso bandito anche in USA, UK e Francia.
Il consiglio saudita, il più alto organo religioso del regno, sta cercando di imporre ai musulmani del resto del mondo, le sue idee e porsi come unico riferimento per tutti noi. Esso ha affermato che la Fratellanza è "un gruppo deviante" che ha minato la coesistenza in una singola nazione(Egitto) e ha suscitato ribellione, sedizione, violenza e terrorismo.
La sentenza o fatwa saudita continua con questi termini: "Piuttosto, la setta, segue i suoi obiettivi partigiani che sono contrari alla guida della nostra religione, mentre prende essa la religione, come una maschera per nascondere i suoi scopi che sono la sedizione, scatenare il caos, commettere violenza e terrorismo."
E qui viene il riferimento di cui accennavo sopra: "Il consiglio afferma che la Fratellanza ha generato altri gruppi estremisti e terroristici che hanno provocato il caos in diversi paesi." Continua ancora: "Il consiglio chiede al pubblico(tutti i musulmani) di stare attento contro questo gruppo e di evitare di unirsi ad esso o di mostrargli simpatia".
Ora che un gruppo di studiosi che fino a un paio di anni fa vietava la guida alle donne, di cavalcarne un cammello o un cavallo, di andare in bicicletta, di lavorare in gruppo misto, di incontrare per ragioni di lavoro o studio altri collaboratori di sesso opposto, vuole ergersi a essere paladino della pace, del rispetto e della tolleranza, è al quanto esagerato e ridicolo. Gruppo che con le sue idee reazionarie ha creato i cosi detti salafiti e prima ancora ai wahabiti, che sono stati i precursori della violenza nell'Islam e tra l'altro, i Fratelli Musulmani hanno ben pescato nelle torbide acque del salafismo e wahabismo politico, sino a qualche anno fa. Vogliono entrambi la stessa cosa, un Islam delle origini, sì, ma quali origini?
Consiglio che è al capo di una setta di oscurantisti che vieta di guardare la tv, la radio, internet e i social network, scoprendo poi che ne fa largo uso e consumo a suo piacimento; una setta che si erge ad essere l'unica e la migliore perché capace di muovere a suon di petroldollari le masse indecise, vuote e senza un punto fermo facilmente influenzabili e indirizzabili ovunque fa comodo; una setta che si è abrogata e cucita sulla sue vesti bianche, solo all'apparenza, il termine salafita facendolo confondere col temine salafya, che è tutt'altra cosa (solo alcuni possono comprendere e me ne scuso con chi non ha afferrato il concetto); una setta che ha voltato le spalle ai suoi fratelli oppressi in una delle città più importanti per l'Islam, obbligandoli quasi a farli dimenticare questa città come capitale del proprio stato, per un paesino senza nome e storia, abbracciando chi sino a qualche ora prima, era in giro per il mondo a distruggere e bannare la comunità musulmana, mi continua a sembrare alquanto assurdo e disgustoso.
A questo fantomatico consiglio che crede di potersi imporre usando i petroldollari per indottrinare, e vuole che tutti i musulmani gli siano ubbidienti e quell'altro fantomatico partito che usa l'Islam e i petroldollari, anch'esso, per i suoi scopi egemoni e pretende fedeltà politica dai fedeli, io dico di farsi da parte.
Non ci serve gente legata alla sete di potere che ha distrutto il concetto vero di Islam, non ci serve gente che si accosta e si vende per avere peso e apparire tra i migliori nel mondo, per lo scopo solo di essere egemone e arricchirsi rimando chiusi nei loro palazzi d'oro distruggendo intera comunità.
Noi non vogliamo questi personaggi appartenenti all'età oscurantista dell'Islam che hanno imparato a farsi guerra l'un l'altro da chi li ha comprati con la scusa di dargli una terra propria, facendoli rivoltare contro chi la terra in nome della stessa religione l'aveva già data.
Da quale pulpito viene la predica di considerare una parte dei musulmani violenti, non consoni al messaggio di pace dell'Islam, e fargli sentenze religiose contro (cosa abominevole nella fede), o considerare un'altra parte cosi stupida da non capire che loro sono allo stesso livello di quelli che vogliono distruggere?
Francesco I, dopo aver scritto due encicliche, di cui una con il papa emerito Benedetto XVI, ieri ha reso pubblica la sua terza lettera intitolata "Fratelli tutti", che si basa e approfondisce il Documento sulla fratellanza firmato ad Abu Dhabi.
E a quell'incontro che Francesco potrebbe essersi ispirato, dato
che conferma, che musulmani e cristiani sono fratelli e figli dello stesso
unico Dio Creatore.
"Fratelli tutti" per incoraggiare questa fratellanza, e
non a parole, ma a fatti, come il santo omonimo, che incontrò il sultano capo
dei musulmani al-Malik al-Kamil, durante la V Crociata, avvenimento che lasciò
un segno indelebile in entrambi.
Francesco, il santo, molto simile ai sufi, asceti, dotti e
letterati dediti a Dio, che vivevano di carità ed erano lontani dalla ricchezza
effimera. Per questo il sultano ne fu attratto e s'instaurò quella consapevolezza
di aiuto che possiamo definire la base del dialogo tra le due più grandi
religioni al mondo. E Francesco I ha preso il nome proprio dal santo, ispirando
il suo pontificato e le sue opere. "Fratelli tutti", ne è l'esempio.
E i musulmani dovrebbero recepire questa lettera, come una mano
tesa al dialogo verso tutti coloro che vedono in Francesco I l'uomo che può
salvare l'occidente dal decadentismo morale e spirituale, dovuto alla
corruzione e alla mal politica dedita al populismo che la affligge. Populismi,
dice, che fanno risorgere nazionalismi dimenticati, e li esaspera a tal punto
da scatenare guerre. E noi musulmani, sappiamo cosa cercava il Profeta nelle
sue azioni politiche? Non la spartizione del suo popolo, ma l'unione dello
stesso, per aiutarsi a vicenda come unica comunità. Non essere assoggettati al
"dividi et impera" altrui, che ha reso, le terre musulmane nate da
quest'azione, invivibili e sotto il dominio altrui.
In fin dei conti, l'Islam non vieta il potere al corrotto? L'Islam
non predica l'innalzamento dello spirito di ogni uomo perché lo avvicina a Dio?
E l'Islam non è contro il populismo ristretto che acceca e rinchiude l'uomo in
mezzo ai muri non conoscendo gli altri, perché diversi e fatti da Dio in questo
modo in modo che possano conoscersi l'un altro?
E' ben scritto nei versetti del Corano e ben spiegato tutto questo
dal nostro Profeta, Dio lo benedica, che non vi era neanche il bisogno di ripeterlo,
ma per quei musulmani che comprendono il significato solo dell'apparenza superficiale
di ogni parola, è rigoroso ricordarlo.
Leggendo l'enciclica, sembra che alcune parole, come ho cercato di
far notare, siano rivolte anche a chi definisce fratelli nell'unico Dio. Leggete
questo: rispettate di più gli anziani. Eccole altre parole simili, anziani, che
nei mesi scorsi hanno subito l'abbandono e la morte nella maniera più crudele:
da soli. Egli dice di considerare i nostri genitori e i nonni più di quanto si
fa ora.
Ed è quello che per noi è obbligo fare, è quello che si conosce
dalle parole lasciate a noi dal Profeta. Ma, purtroppo, non è quello che accade
nella nostra comunità, dove l'influenza della società occidentale inizia a
intaccare anche questo.
E Francesco chiede che non si torni al consumismo precedente alla
pandemia. Che lo si abbandoni per essere tutti uniti, non nel considerare i
vicini come "altri", ma come "noi". Noi, è sinonimo di
comunità, per meglio capire di "ummah".
Cerca una comunità, una ummah, una società progredita nel lavoro,
non limitato al solo guadagno ma un lavoro visto come crescita professionale,
intreccio di esperienza e relazioni per costruire un modo migliore. Non basare
il lavoro e l'intera esistenza che ne deriva sulla logica del profitto e la cultura dello scarto.
La disoccupazione, il razzismo, la povertà, la
disparità dei diritti e la schiavitù, la tratta, le donne costrette a fare atti
indegni e anche ad abortire, e non poter vedere messi in atto i propri diritti,
il traffico di organi. Tutto è una conseguenza dell'impoverimento della vita a
causa del lavoro-profitto.
L'Islam regolò la necessità di vita degli esseri
umani in una società aggiungendo l'elemosina e la decima obbligatoria,
regolamentò la schiavitù sino ad eliminarla e favorire il giusto lavoro. Vietò
l'uso della donna come oggetto di mercificazione e vietò di fare qualsiasi cosa
in nome di un profitto illecito. E se rileggiamo questo e quello che Francesco
scrive? E' cosi diverso dai nostri ahadith?
Egli considera atti "esecrabili" quelli terroristici, e
lo sottolinea, non dovuti alla religione, ma ad interpretazioni sbagliate dei
testi sacri e di politiche di fame, povertà, ingiustizia e oppressione. Denuncia la
"cultura dei muri", che favorisce odio, terrorismo e mafia. I muri
isolano e ti lasciano in solitudine, alimentando paura dell'altro.
Invece di costruire muri, egli dice "Aprirsi al mondo".
Ma non come purtroppo, dice, è considerato oggi solo per l’economia e la
finanza. Non bisogna riferirsi ai poteri economici che si aprono per
conquistare i più poveri limitando libertà e diversità. Bisogna stare attenti al
globalismo che aiuta i più forti, e questi invece di aiutare gli altri a
progredire, aiutano se stessi a chiudersi nella loro ricchezza e nei loro muri
distruggendo intere identità di regioni e popoli più poveri e deboli.
Francesco lo dice apertamente: "La politica
diventa sempre più fragile di fronte ai poteri economici transnazionali che cercano
di sfruttarla per il proprio torna conto"
Un'enciclica questa, importante che segna un
punto di partenza per i cristiani, e anche per noi musulmani, poiché è basata
sul famoso incontro del 2019 ed è influenzata dal santo cui ha preso il nome,
che fu l'unico a fermare in nome della pace un giorno di guerra e meritarsi il
rispetto del sultano al-Malik. Dovremmo meditare e tendere la mano, per
cancellare l'odio che serpeggia in questa società malata.
Chiede che ha queste regole si unisca una nuova
ONU, rifondata su valori reali e non soggetta agli interessi dei poteri
economici.
Francesco, sottolinea, che un cammino di pace tra le religioni è
possibile e che è necessario garantire la libertà religiosa. E il perdono è
l'arma vincente per insegnare all'oppressore; ma non dimenticare e non punire:
chi subisce un'ingiustizia, deve lottare per far valere i propri diritti e
difendere la propria dignità che è un dono di Dio. Perdono non vuol dire
impunità, ma giustizia e memoria.
Ditemi se le parole dette da Francesco non rispecchiano ciò che ci
insegnano le parole del Profeta, che Dio lo benedica. E sono parole che si
basano, lo ripeto più volte per chi non vuol capire, o non ha inteso,
sull'intesa del 2019 e sull'incontro ancora più importante tra al-Malik e
Francesco.
Per questo devono interessare anche a noi, e dovremo tendere la
mano a quelli che seguono quest'uomo, per far si che l'odio e il razzismo
dilagante anche nella nostra comunità e non solo in Italia, possa svanire con
la conoscenza reciproca e il rispetto di entrambi. Prendere in considerazione
la sua lettera e farla leggere e discuterla nella nostra comunità, in modo da
avvicinarci ed eliminare con gesti e atti veri di fratellanza quella non
conoscenza voluta dalla politica debole, cui serve un nemico per vincere perché
povera di contenuti e asservita a chi vuole sfruttare noi e loro.
Mi piace finire con una frase di Francesco: "Essere quella
gentilezza che fa si che le persone colpite da essa, possano diventare stelle
in mezzo l'oscurità."
Articolo censurato dall'Ambasciata Saudita in Italia, adducendolo come una fake news, quando è presente su news araba in inglese e in lingua madre. Io lo pubblico sul mio blog, non accetto la censura di "estranei" che si spacciano come fratelli nella fede per oscurare un pensiero libero. Qui siamo in Italia non a casa vostra!
I Saud, i governanti dell'Arabia Saudita, hanno permesso alla rete network televisiva made in USA Netflix, di trasmettere movie e show erotici in cambio dell'eliminazione di un episodio della commedia satirica "Patriot Act with Hasan Minhaj".
In quell'episodio vi era da parte dello show man Hasan Minjay, musulmano statunitense di origine indiana, una critica diretta al principe ereditario sull'assassinio di Jamal Khashoggi e dell'intervento militare in Yemen.
Al tempo dei fatti la rete difese l'accaduto e non eliminò nulla dal palinsesto, appellandosi alla libertà di stampa ed espressione che vige negli USA, anzi difese l'autore di tale dichiarazione.
Ma ultimamente Netflix ha trovato un compromesso che ha messo a tacere le critiche del governo saudita; censurare l'episodio nel territorio saudita in cambio dell'assenso a trasmettere programmi erotici nell'etere del regno. Il management di Netflix ha affermato: "Sosteniamo fortemente la libertà artistica in tutto il mondo e abbiamo rimosso questo episodio in Arabia Saudita solo dopo aver ricevuto una richiesta legale valida e per conformarci alla legge locale".
L'episodio però è ancora disponibile in altre parti del mondo e su YouTube in Arabia Saudita stessa.
In cambio ora la popolazione saudita può vedere spettacoli con contenuti sessuali come "Orange Is The New Black" e "Sex Education" e lo spettacolo "Queer Eye", che tra l'altro, ruota attorno a un gruppo di uomini gay.
Minhaj si è lasciato andare a varie interpretazioni sull'accaduto: "Questo è Patriot Act, o com'è noto in Arabia Saudita: Errore 404 non trovato." Oppure ha continuato riferendosi sempre al principe ereditario: "Se hai intenzione di schiacciare tutte le forme di dissenso, non farlo a metà, ma fallo per intero". Ossia o censuri tutto o nulla.
Ancora, andando con battuta pesante: "Ma questo è quello che succede quando hai un paese gestito da persone che hanno ottenuto il loro lavoro solo a causa del padre", altro colpo al principe ereditario Mohammed bin Salman.
Poi riferendosi all'accordo: "In definitiva, ai sauditi non interessa il contenuto immorale che interferisce con i valori religiosi, sono solo arrabbiati che un musulmano stia mettendo in onda i loro panni sporchi".
Diciannove anni fa iniziò l'azione spregiudicata dei poteri occulti contro l'Islam. Fu solo una farsa per poter abbattere e conquistare. Ma l'Islam non è l'uomo e neanche un paese. L'Islam è un pensiero, un ideale che mai voi riuscirete a distruggere, anzi, come aria che cerchi di comprimere, esploderà forte come una tempesta e vi colpirà tutti. Nessuno escluso.
Noi musulmani non abbiamo paura dei vostri soldi e dei vostri metodi, noi non siamo i governanti che normalizzano, che abdicano a voi.
Noi non siamo quelli che si svegliano al mattino nella loro tradizione, noi abbiamo accettato il nostro essere e mai lo rinnegheremo. Di questo avrete paura, perché il cuore, lo spirito e il pensiero mai piegherete e sono sostanza che incendiano la nostra passione che mai si fermerà.
Colpite pure nei paesi dove credete di distruggere, ma non potrete mai colpire nelle vostre case, nelle vostre strade, nei vostri giardini dove noi viviamo insieme a voi e siamo portatori del messaggio di uguaglianza, meritocrazia, rispetto e amore che voi volete distruggere: l'Islam
WATCH: Israeli occupation forces stole a historical baptismal font dating back to the 6th century from the city of Bethlehem last night. pic.twitter.com/zCRjk0V79f— PLO Department of Public Diplomacy & Policy (@PalestinePDP) July 20, 2020