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Le mie pubblicazioni sui quotidiani

Il musulmano non tifa né Russia e né NATO

 I musulmani, quelli che cedono, non tifano né Russia e né NATO. I musulmani che si alzano prima dell’alba(fajr) e digiunano non parteggiano né per l’Ucraina e né per Putin.

Il musulmano che rispetta il Corano non sventola bandiere altrui, ha già la sua da portare alta e sempre davanti ai suoi occhi. Il musulmano che rispetta la legge di Dio non ama la guerra se non solo per difendersi. Il musulmano che cerca di ottemperare alle parole del Profeta Muhammad, Dio lo abbia in gloria, non ha il tempo per perdersi dietro alle diatribe di chi usa il popolo per i propri interessi meschini.

I musulmani degni di questo nome rispettano i propri vicini, rispettano chi ha un credo diverso e le leggi dei paesi in cui vivono, ma non prendono le difese di chi denigra l’Islam, di chi offende la memoria di tutti profeti, di chi vuole distruggere la comunità musulmana con leggi, divieti, negazioni, privazioni e omicidi.

Il musulmano non tifa per nessuno, non si lascia trascinare in interessi che non siano quelli della propria comunità che lo rispetta e lo accoglie.



Né Russia e né Ucraina. Né Putin né Nato. Entrambi gli schieramenti hanno denigrato l’Islam e tutti gli uomini e le donne che credono in questa religione. Perché dovremmo seguire Putin o Biden? Entrambi hanno distrutto la Siria, l’Iraq, lo Yemen, l’Afghanistan, la Libia e la Palestina.

Sia la NATO e sia i governi dell’ex Patto di Varsavia, hanno osteggiato l’Islam e i musulmani per secoli anche in Europa e, lo fanno tutt’ora, respingendo profughi che provengono dai paesi musulmani, trattandoli come esseri senza diritti. Perché la Polonia ha lasciato morire una madre nella neve senza aiutarla? Perché l’Europa non si è mossa per salvare afghani e iraqeni provenienti dalla guerra voluta dalla NATO? I bambini siriani cosa hanno di diverso da quelli ucraini?

Non nominiamo Gerusalemme, non nominiamo la Palestina, che l’Europa, gli Stati Uniti e l’occidente intero stanno distruggendo, stanno sterminando senza alzare un dito per aiutare una popolazione allo strenuo. Anzi, aiuta e copre le malefatte di Israele che dal 1948 sta perpetuando una strage, un regime di apartheid con il fine di impossessarsi di tutta la Palestina.

Perché io musulmano dovrei parteggiare per l’Ucraina o per la Russia, se voi ammazzate la mia gente senza batter ciglio?

Perché dovrei credere alle false notizie di uno o dell’altro che ogni giorno riempie televisioni e giornali di propaganda e continua a chiamarci terroristi ogni qualvolta si nomina l’Islam?

Ditemi perché dovrei cedere a questa o quell’altra propaganda e giudicare secondo un metro di giudizio invece di un altro? Chi è Biden o Putin da potermi dire cosa pensare? Cosa hanno fatto per la mia comunità? Chi è l’Europa e chi è la Russia o gli USA da dovermi schierare per una o per l’altra?

Questa guerra ha definitivamente smascherato l’occidente che sta usando parametri diversi nell’aiuto e nel soccorso. Un sistema di ordine e di governo in piena decadenza che non può essere usato come esempio per noi musulmani.



La guerra ha smascherato l'ipocrisia e i doppi standard che si stanno usando per salvaguardare le sue genti, quando nulla è interessato dei nostri fratelli e sorelle dall’altra parte del globo. Richiedono l’aiuto di tutto il mondo, ma quando una parte di esso lo ha richiesto in precedenza, tutti voi occidentali vi siete voltati dall’altra parte.

Adesso urlate di difendere i diritti e le libertà delle genti europee ucraine, ma anni fa vi voltaste dall’altra parte quando, in Europa stessa, migliaia di bosniaci venivano trucidati e non alzaste un dito per difenderci, anzi, aiutaste i genocidi nel loro sporco lavoro macchiandovi le mani di sangue innocente.

E se con la Bosnia vi siete distratti, dov’eravate quando a qualche km dall’Ucraina, l’assassino russo sterminò i ceceni? Non sono loro anche biondi e con gli occhi azzurri come gli ucraini? Stessa razza sì, ma religione diversa!

Dov’è il rispetto per i poveri? Dov’è l’assistenza per i malati? Dov’è l’aiuto per i bisognosi? Dov’è il soccorso per i lavoratori? Dov’è la suddivisione equa della ricchezza? Dov’è il rispetto per la natura? Dov’è la protezione verso le donne? Dov’è l’amore per chi sta peggio di noi? Dov’è la condivisione dei territori e della loro ricchezza?

Sono questi i valori che contano e che ogni musulmano credente e non ipocrita rispetta ed esige. In fondo, non sono gli stessi che Gesù, pace su di lui, vi ha donato e vi ha consigliato di rispettare e seguire? O avete dimenticato il vostro credo e cercate di accusare noi per i vostri errori?

Noi musulmani credenti aiutiamo chi ha bisogno, perché era nell’indole del Profeta Muhammad farlo e noi lo seguiamo come seguiamo tutti i profeti che lo hanno fatto prima di lui, ma non saremo partigiani di nessuno.

Non siamo neanche partigiani dei governi che ostentano l’Islam e trucidano altri musulmani o negano le libertà fondamentali ai propri cittadini.

Noi siamo musulmani e parteggiamo solo per la nostra comunità e per chi non sia ostile a essa. Ma non saremo mai contro da compiere un’azione violenta verso chi ci ostacola fino a che non è lui il primo a usare violenza su di noi.

La gioventù israeliana contesta gli insegnamenti propagandistici del loro paese

 È stato sorprendente trovare giovani israeliani sia in Israele e sia negli Stati Uniti, che stanno condividendo sui propri account, negli ultimi tempi, video in cui criticano la propaganda sionista e tutto quello che essa insegna sul conflitto israelo-palestiense.



Riporto alcune post condivisi sui profili social: “Sono cresciuta con l’idea che la Palestina era un paese inventato, un popolo inventato e non avrei mai dovuto usare quella parola”, ripetono su TikTok due utenti di Gerusalemme: Lexie e Lara.

“I due libri di cui possiedo più copie di qualsiasi altro sono propaganda, libri che parlano del mito di Israele e sono distribuiti gratuitamente a tutti gli israeliani da una mezza dozzina di organizzazioni ebraiche”. Ripetono gli utenti.

“Siamo cresciuti nei gruppi giovanili con l’obbligo di combattere i sentimenti anti-israeliani nei vari campus nel mondo e che i media riferiscono sui crimini falsi di Israele perché tutti odiano gli ebrei e Israele”. Messaggi di questo tipo riempiono le bacheche dei ragazzi che stanno iniziando a comprendere come la propaganda sionista abbia travisato la storia del passato.

Un altro utente afferma: “Cresci imparando che Israele è buono, non impari la parola Palestina fino alla tarda adolescenza e non è permessa nessuna discussione sulle ingiustizie compiute da Israele. Si impara solo su Israele e l'idf. Si impara che le cose divertenti, belle e culturali sono solo in Israele e da nessun altra parte del mondo che ci circonda”.

Il video continua: “Perché quando scopri dell’esistenza di tutte queste ingiustizie compiute in nome della tua religione che ami tanto, è come ricevere un fottuto pugno nello stomaco”.

Questi giovani stanno venendo alla ribalta in Israele e negli Stati Uniti. Oltre a quei pochi che si sono opposti realmente al servizio militare forzato che fa il lavaggio del cervello a tutti i giovani israeliani, costringendoli a sparare, uccidere e odiare per sempre arabi, palestinesi e musulmani, in modo che i sionisti possano per sempre alimentare la loro assurda ideologia di morte, questi ragazzi iniziano a mettere in discussione la propria élite governativa.

Anche personaggi più o meno in vista contribuiscono a questa nuova tentata rivoluzione culturale, come il comico ebreo Michael Schirtzer di Los Angeles, che delinea nelle sue battute come sia dannoso associare gli ebrei allo stato di Israele.

Mentre un insegnante israeliano, sempre sui social network, spiega come il termine Eretz Yisrael (la Terra Promessa), è un termine che ha ormai “migliaia di anni”, ed è usato nella Torah per descrivere la terra “indipendentemente da chi la governa” egli poi chiede: “La mia domanda per voi è: se credete nella Torah, e se credete che Hashem (Dio) sia un Dio di giustizia, perché state promulgando il colonialismo e l'apartheid?”

A conferma di questo nuovo risveglio, un sondaggio tra gli elettori ebrei statunitensi, condotto dopo l'ultima offensiva israeliana su Gaza, ha rilevato che un quarto degli intervistati concorda sul fatto che “Israele è uno stato di apartheid”, schierandosi sia con Human Rights Watch che con Amnesty International.



Forse sta arrivando il momento in cui i palestinesi e i sostenitori della Palestina, smettano di guardare sulle sponde del Giordano e guardino a questi giovani, che allaccino rapporti con loro, che inizino a parlare, riconoscendo entrambi i propri errori, spogliandosi degli steccati del passato e unirsi per arrivare a quel momento fatidico in cui un palestinese possa tornare a casa sua, nella terra dei suoi genitori e cenare nelle serate d’estate con i suoi vicini in nome dell’antico passato e di un futuro prossimo in simbiosi nella pace e nell’accordo di due popoli uniti in unica terra, che non abbia divisioni politiche anche se con una frontiera segnata solo su carta e non nel cuore delle persone.

È il mio augurio ed è il mio impegno personale per la Palestina e Israele, per dare uno schiaffo agli antisemiti e ai signori della divisione oggi al potere, ma solo con persone come queste sopra descritte, che riconoscano i propri errori del passato e accettino il futuro.