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Le mie pubblicazioni sui quotidiani

Genocidio del popolo indiano delle americhe


GENOCIDIO DEL POPOLO INDIANO DELLE AMERICHE



Definito anche l’Olocausto americano, conta più di 100 milioni di vittime in 500 anni, dal 1492, l'arrivo degli europei conquistatori e colonizzatori. 
Morirono oltre per il progetto di colonizzazione violento e sfruttatore delle ricchezze, anche per cause delle malattie, importate dai conquistatori, inesistenti nel continente.
 I nativi erano privi degli anticorpi anche di una semplice influenza, che causò la prima distruzione di civiltà a Santo Domingo, uccidendo centinaia di migliaia di vittime: il 90% della popolazione fu sterminato. Lo stesso in tutto il Sud, causa i "Conquistatores" spagnoli, che distrussero degli avanzatissimi imperi e culture indigene.

Nel sud queste furono le concause della distruzione di quelle popolazioni, mentre nel nord le cause furono la persecuzione, la segregazione razziale, e l'uccisione sistematica dei nativi da parte dei colonizzatori "civilizzati".
Una delle giustificazioni usate per compire tali atrocità oltre a quella della imposizione religiosa, quella cattolica, fu la considerazione di definire barbara la civiltà degli indiani e, cosa a cui gli americani del nord sono maestri, di considerarsi superiori nella razza.

Gli indiani si opposero ad accettare la cultura del non rispetto e sfruttamento dei colonizzatori, e questo fu il pretesto per perseguitare e rinchiudere in campi di lavoro e ghetti tali popolazioni.








Genocidio del popolo Palestinese


GENOCIDO DEL POPOLO PALESTINESE

E’ ormai sotto gli occhi di tutti quello che sta succedendo da più di 80 anni ed in modo sistematico in medio oriente: il genocidio del popolo Palestinese. 
Palestinesi che hanno vissuto per millenni in terra di Palestina, e si ritrovano, per mera bramosia di potere e dominanza, da parte di un gruppo, ispirato da una terribile ideologia, che è il sionismo, a cercare di sopravvivere e sfuggire ai continui soprusi, torture e massacri.
Con la pulizia etnica del 1948, lo stato sionista si è impadronito del 78% del territorio, rubando ai palestinesi il 32% del territorio che l’ONU gli aveva destinato. 
Più di 800.000 palestinesi sono stati espulsi dalle loro case, espropriandole. Dopo il 1967, il governo sionista ha occupato l’intera Palestina, vessando e riducendo quasi in schiavitù l’intera popolazione arabo-palestinese. 
Di quegli 800.000 palestinesi nessuno può tornare nelle proprie terre pena l’arresto, e non è permesso neanche fare il ricongiungimento familiare con i propri cari sia all’estero sia in terra natia. In più sono soggetti a restrizioni, a espropri coatti, ad arresti preventivi senza formulazione di reato e presi come tiro assegno sia nelle manifestazioni pacifiche di protesta, che il popolo compie per far valere i propri diritti, sia durante le retate illegali, che l’esercito sionista compie giornalmente.
In più i sionisti con l’uso dei coloni e degli insediamenti, giornalmente tagliano acqua ed elettricità, rubano terreno agricolo e coltivazioni in mano ai contadini palestinesi, distruggono e si appropriano dell’artigianato locale, cancellano interi villaggi distruggendo scuole (costruite dalle cooperazioni internazionali), centri di ritrovo e luoghi di culto. 
Ai palestinesi è negata ogni forma di autodeterminazione e autonomia, è negato ogni tipo di commercio e approvvigionamento, è negata ogni tipo di aiuto medico e, come se non bastasse si bombardano o si tagliano gli approvvigionamenti anche agli ospedali . 

Questo modo di agire dello stato oppressore, non è altro che sistematica cancellazione di un popolo!
Gli enti mondiali hanno cercato con risoluzioni e proclami di far cambiare atteggiamento all’oppressore, ma senza ottenere nessun riscontro, anzi essi, hanno completamente ignorato tutte le risoluzioni approvate contro, forti dell’appoggio incondizionato tra l'altro degli Stati Uniti.
Sino a qualche anno fa, hanno usato la carta dell’antisemitismo per coprire le loro malvagità, ma, poiché i palestinesi sono semiti, tale accusa non giustifica per niente tutto questi terribili e violenti atti di repressione. 
La popolazione mondiale, grazie all’uso delle nuove tecnologie, inizia a comprendere le bugie create dal regime, nonostante esso cerca di continuare a nasconderle a proprio vantaggio.
Questo genocidio potrebbe continuare sino alla completa eliminazione della popolazione palestinese in Palestina, se la comunità internazionale non assume una posizione decisa di condanna. 
Albert Einstein scrisse al New York Times nel 1948 che l’azione sionista in Palestina equivale a quella nazista in Europa e lo scienziato politico ebreo Norman G. Finkelstein disse: “Se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi da nazisti”.